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September 16, 2023

Coliche del neonato: cosa può fare l’osteopatia

Osteopata
Tempo lettura:
5 min.

La dott.ssa Vittoria Monterosso, osteopata, ci spiega come l’osteopatia può intervenire nei casi di così dette coliche del neonato, una condizione frequente che però non ha nulla di patologico.

Pathology
Dr.Jane Cooper
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Osteopatia e coliche del neonato

Il trattamento manipolativo osteopatico (TMO) si occupa anche di coliche del neonato, ma cosa intendiamo esattamente per coliche del neonato e come l’osteopata può intervenire?

Molti neonati soffrono di irrequietezza ma anche i più miti, sin dal pomeriggio, come noto, possono detonare in un’improvvisa e incontrollata crisi di pianto intenso e angosciato che si può protrarre inconsolabilmente per alcune ore.

Quest’ultimo disturbo è noto come “coliche del neonato” poiché questo termine tanto calza con la condizione del piccolo in quel momento.

I sintomi tipici delle coliche del neonato sono la tensione corporea, il cambiamento di colore del viso, con le gambe sollevate o irrigidite, i pugni chiusi, la schiena inarcata o l’addome teso e la presenza di meteorismo e flatulenza che riportano al mal di pancia.

Perdonatemi se non utilizzerò la formula del “tre” per definire le coliche del neonato, poiché non è una regola. Le crisi sono ricorrenti e prolungate ma passeranno, diventando uno sbiadito ricordo.

Le cause delle coliche “gassose”

La causa di queste coliche del neonato è sconosciuta, in genere non richiedono terapie, né sono il sintomo di un problema medico.

Non è affatto dimostrato che queste crisi di pianto siano collegate inequivocabilmente al mal di pancia, men che meno a un’infiammazione del tratto intestinale. È però certo quanto il neonato sia sensibile agli stimoli dell’ambiente e che il pianto sia il suo strumento per comunicare una necessità di cui non è sempre consapevole.

Sebbene siano state esplorate le numerose possibili cause, è difficile per i ricercatori tenere conto di tutti i segni, alcuni presenti anche nei nuovi nati che non manifestano i sintomi.

Ad esempio, il motivo per cui di solito la crisi è comune e irrompe nella seconda parte del giorno del primo mese di vita, come varia tra i neonati, perché si verifica in determinate ore del giorno, perché si risolve da sola nel tempo e così via per le molteplici e complesse variabili.

Tra le possibili cause e concause che contribuirebbero a innescare le “coliche”, sono allo studio:

  • Il sistema digestivo non completamente sviluppato

Si tratta di un dato di fatto, quanto l’immaturità sia organica che corticale del neonato.

Anche il sistema immunitario lo è, quindi attenzione a non somministrare di propria iniziativa pre e probiotici ai piccolissimi, avvertenza che introduco, non a caso, prima del prossimo punto;

  • Squilibrio della flora batterica nel tratto digestivo, che potrebbe produrre gas

Alcuni studi ne valutano una cauta correlazione e la maggior parte degli esperti concorda sul fatto che al momento non ci sono prove sufficienti per supportare l’uso dei probiotici per trattare le coliche;

  • Allergie o intolleranze alimentari

anche della madre che allatta con un’attenzione da non strumentalizzare sulla sua dieta;

  • Alimentazione in eccesso, o carente o mancata eruttazione

che certamente non possono essere le cause ma, forse e al più, aggravanti ancora da dimostrare;

  • Vari eventi stressogeni

Ad esempio la fisiologica insicurezza dei genitori, ma anche questo punto si destruttura poiché le coliche possono colpire anche i fratelli minori.

Come curare le coliche dei bambini

Il miglior modo per cercare di mitigare l’arrivo di questa manifestazione è di soddisfare le esigenze del neonato tentando di prevenire il più possibile l’arrivo della crisi successiva.

Questo significa accogliere il piccolo in un ambiente sereno, cullandolo tra le braccia e stimolando la suzione con ogni mezzo (seno, biberon, ciuccio). La suzione infatti è un imprescindibile bisogno primario, oltre che un potentissimo antistress.

Non carichiamo l’attesa di questi eventi con ulteriore e inutile ansia da prestazione o inadeguatezza per i genitori. Il calare delle tenebre, l’incertezza, la paura, la frustrazione e la depressione in agguato, rischiano di innescare l’angoscia. Genitori, accendete la luce e allontanate queste paure!

Consolidare una routine per alleviare lo stress e rafforzare la fiducia nel legame genitore-figlio è un punto cardine nella gestione del neonato con o senza manifestazioni cliniche. Consultare il medico ad esempio, per il prolungarsi della crisi, se vi è associata febbre, manifestazioni cutanee o se lo stress del genitore diventa insopportabile.

È importante rispettare abitudini gradite a tutti i membri del nucleo familiare.

Come dicevo, i sistemi corporei, quello nervoso incluso, sono immaturi, e anche se questi inconsolabili pianti sono frustranti per i genitori, vanno affrontati con obiettività e con la certezza che si tratta di un ciclo comune, benigno e passeggero, quasi mai legato a problemi di salute e che non sempre interferiscono sul riposo notturno del bebè.

Desidero sottolineare con fermezza che, a livello mondiale, lo stato dell’arte non vede un fronte comune nella gestione delle coliche del neonato, mancando le linee guida che a loro volta dovrebbero basarsi su evidenze scientifiche, quindi validate.

Le schiaccianti certezze che campeggiano nel web sono basate sul nulla in termini di riproducibilità sul campione. Tuttavia, l’esperienza del professionista nella gestione dei piccoli pazienti afflitti, ha un peso per nulla trascurabile.

Consultare l’osteopata pediatrico per le coliche del neonato

È molto utile far valutare dall’osteopata pediatrico il neonato sin dalla seconda settimana di vita, così da intercettare e trattare immediatamente qualsiasi tensione o adattamento posizionale instauratosi già durante la vita intrauterina o dopo la nascita.

Le ricadute sono sempre benefiche oltre che sullo specifico motivo del consulto, anche sulla globalità e i trattamenti sono anche molto efficaci per ridurre la durata delle crisi. Durante la fase anamnestica e l’esame obiettivo, si valuta con i genitori l’attuazione delle migliori e più efficaci strategie da proseguire a casa per migliorare la sintomatologia.

Compresa nel TMO (Trattamento Manipolativo Osteopatico) vi è l’efficacia terapeutica del tocco delicato che è alla base del trattamento osteopatico pediatrico.

Prendersi cura di un bambino con le coliche può essere estenuante. In chi ne ha la possibilità, vorrei suggerire di coinvolgere la propria cerchia di parenti e amici in questo importante compito.

Col loro aiuto potranno infatti sostituire i genitori nel cullare il piccolo, affinché possano alternarsi nell’accudimento, staccandosi fisicamente e mentalmente per un breve ma importante momento di ricarica, anche solo cambiando camera.

La gestione del neonato con le coliche sarà molto meno frustrante oltre a costituire un momento di aggregazione pur nel rispetto della tranquilla routine. Le coliche del neonato causano una notevole quantità di preoccupazione ma periodi prolungati di pianto non danneggeranno in alcun modo il bambino.

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Autore

Vittoria Monterosso

Dott.ssa Vittoria Monterosso, Osteopata a Milano e Torino. Specializzata nel trattamento osteopatico del neonato e del bambino, ma anche nel trattamento del dolore pelvico cronico della donna, in pazienti affette da endometriosi. Docente in master di specializzazione di osteopatia pediatrica sia in Italia, sia all’estero.

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