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December 19, 2023

Sindrome di Osgood-Schlatter: cos’è e come curarla

Fisioterapia
Tempo lettura:
3 min.

Il morbo di Osgood-Schlatter è una malattia che può colpre diversi bambini e ragazzi fra i 10 e i 15 anni di età: scopriamo come riconoscerlo e come trattarlo con le indicazioni della dott.ssa Monica Rosati, specialista in Fisioterapia.

Pathology
Dr.Jane Cooper
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Sindrome di Osgood-Schlatter
pubertà
morbo di Osgood-Schlatter

Che cos'è il morbo di Osgood-Schlatter

Il morbo di Osgood-Schlatter (OSD) è un’osteocondrosi dell’apofisi tibiale anteriore o apofisite del tubercolo tibiale, non traumatica.

L’osteocondrosi è una patologia delle placche di crescita ossee (apofisi) caratterizzata da degenerazione o necrosi seguite da rivascolarizzazione e riossificazione.

L’OSD è spesso caratterizzata da dolore anteriore al ginocchio e indolenzimento della tuberosità tibiale, gonfiore, addensamento del tendine patellare e allargamento della tuberosità tibiale durante l’esame fisico.

Questa patologia ha un significativo impatto negativo sulla qualità della vita, sull’attività fisica praticata (è infatti responsabile di un numero significativo di perdita di giorni di allenamento e gare) e sulle interazioni sociali.

Chi è colpito dal morbo di Osgood-Schlatter?

Colpisce maggiormente bambini e adolescenti durante la pubertà, precisamente fra i 10 e i 15 anni per i ragazzi e gli 8 e i 14 anni per le ragazze. La prevalenza è maggiore negli atleti rispetto ai non-atleti.

La pubertà è una fase critica per i piani di allenamento di atleti professionisti perciò una condizione patologica come l’OSD può avere un impatto negativo rispetto ai livelli delle ultime prestazioni.

L’OSD è fortemente correlata al picco di crescita dei ragazzi infatti alcuni studi hanno dimostrato che i periodi intorno al momento del più elevato aumento dell'altezza corporea sono stati associati a un aumento del rischio di lesioni (Van Der Sluis et al., 2014, 2015).

Ipotizzano che una diminuzione della flessibilità e della densità ossea durante lo scatto di crescita possa comportare una maggiore vulnerabilità del sistema scheletrico.

Quali sono le cause del morbo di Osgood-Schlatter

Si ritiene che la causa della malattia di Osgood-Schlatter sia una trazione ripetuta ed eccessiva del tendine della rotula sul tubercolo tibiale. Ogni stress meccanico dovuto ad attività e sforzi fisici può determinare microtraumi inserzionali ripetuti e quindi portare all’osteocondrosi.

Rimane comunque incerta quale sia la vera causa.

Gli atleti coinvolti in sport con trazione ripetitiva sul tendine rotuleo e sul tubercolo tibiale, come saltare, accovacciarsi, calciare e correre, sono ad aumentato rischio di sviluppare la malattia di Osgood-Schlatter.

La diagnosi è essenzialmente clinica, basata sull’esame clinico e sui sintomi del bambino, ma la radiologa è spesso utilizzata per confermare il quadro clinico.

La prognosi è benigna, si prevede che la patologia cessi con la maturità scheletrica e raramente dura più di 18 mesi prima di risolversi completamente. Tuttavia, ricerche più recenti hanno indicato che l'OSD può diventare cronica, soprattutto se non trattata.

Come trattarla

Il trattamento è conservativo, guidato dalla severità dei sintomi.

In primis si utilizzano misure per alleviare il dolore come ghiaccio nella primissima fase acuta, in seguito si può valutare l’utilizzo del tutore per la rotula. La diminuzione del carico muscolare (riduzione o interruzione dell’attività sportiva) è fondamentale nelle prime fasi.

Se il dolore è cosi intenso da limitare il cammino, si sospende l’allenamento per qualche settimana ed eventualmente si utilizza una terapia farmacologia antidolorifica.

Successivamente si eseguono sedute di fisioterapia per rieducare progressivamente l’articolazione al carico adeguato, fare stretching e valutare la muscolatura di tutto l’arto inferiore.

Molto raramente vengono utilizzate immobilizzazioni, iniezioni di corticosteroidi e trattamenti chirurgici.

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Autore
Monica Rosati

La dott.ssa Monica Rosati è specializzata in fisioterapia pediatrica. Si occupa di bambini e ragazzi da 0 a 18 anni, compresi pazienti con problematiche ortopediche e muscoloscheletriche, anche in ambito sportivo.

Lavora in provincia di Parma.

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