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April 15, 2024

Plagiocefalia neonatale: cos'è e come riconoscerla

Osteopata
Tempo lettura:
4 min.

Plagiocefalia neonatale, una condizione che è bene saper riconoscere e saper trattare nel modo giusto. Ce ne parla la dott.ssa Gaia Guagliardi, osteopata pediatrica.

Pathology
Dr.Jane Cooper
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plagiocefalia
plagiocefalia neonatale

Che cos'è la Plagiocefalia

La plagiocefalia è un’alterazione della forma cranica, può essere posizionale o da sinostosi.

Nel primo caso di plagiocefalia l’asimmetria della testa è dettata da una differenza di accrescimento conseguente a posture mantenute e le suture craniche (articolazioni della testa) risultano normali a differenza del secondo in cui è presente una fusione precoce di una o più e richiede quindi un tipo di intervento diverso.

La craniosinostosi è conseguente ad una mutazione genetica che porta ad una modifica delle forze di accrescimento delle ossa craniche per cui in una sutura c’è maggior deposito di tessuto che porta ad una “fusione” precoce con una conseguente riduzione di crescita da quel lato aumentata, invece, dall’altro l’altro;

spesso il trattamento è di natura chirurgica e nei casi meno gravi e meno evidenti di tipo conservativo.

Questa patologia viene definita in base alla sutura che risulta chiusa; la testolina sembra avere una forma trapezoidale

Cause e gestione della plagiocefalia posizionale

Le cause e la gestione della plagiocefalia posizionale, al contrario, sono molto diverse e anche le conseguenze a livello di sviluppo cognitivo non significative come nel caso sopra descritto.

Il mantenere la posizione supina senza un adeguato tempo di tummy time, la presenza di torcicollo miogeno che impedisce la rotazione dal lato opposto della testolina, la posizione intrauterina, l’utilizzo di manovre ostetriche, gravidanze gemellari, il preferire l’allattamento solo da un lato che rende più facilitata la rotazione da uno dei due lati, ma anche la prematurità e la quantità di liquido amniotico possono influire.

La classificazione più utilizzata è quella Argenta in cui vengono indicati 5 gradi di gravità fino a raggiungere una forma simile ad un parallelepipedo.

  1. Leggera deformazione solo della zona posteriore della testolina che risulta più piatta da un lato dell’occipite
  2. Si aggiunge un disallineamento delle orecchie in cui quella dal lato più piatto risulta in avanti
  3. È presente anche una alterazione della foma della fonte che risulta più prominente
  4. Si riscontra anche una differenza a nel volto
  5. C’è deformità anche a livello parietale e temporale quindi nella zona laterale e alta della testa

Il trattamento della plagiocefalia posizionale a differenza della craniosinisotosi non è chirurgico, ma comprende le terapie fisiche come l’osteopatia e/o la fisioterapia e la stimolazione corretta del piccolo da parte dei genitori e delle famiglie.

L’importanza del tummy time, oltre che a favorire un corretto sviluppo neuropsicomotorio del controllo del capo e della muscolatura della schiena, è stato dimostrato essere importante anche per contrastare lo schiacciamento posteriore della testa in quanto se il piccolo passa molto tempo supino, senza la stimolazione posteriore, il peso della testolina sulla superficie possono favore l’insorgenza di questa condizione.

Risultati del trattamento della plagiocefalia posizionale

I maggior risultati si hanno se la plagiocefalia viene riscontrata nei primi mesi con un effetto superiore fino ai 6 mesi rispetto ai mesi successivi in quanto inizia la chiusura delle fontanelle (ad eccezione di quella posteriore che è a circa 3 mesi).

È inoltre importante stimolare correttamente il bambino, quindi oltre a tummy time spiegato prima, anche l’allattamento e il cambio di posizione del lettino o della nex to me durante la notte possono essere delle attenzioni che aiutano a migliorare la plagiocefalia.

L’allattamento alternato destra e sinistra, soprattutto nel caso dell’allattamento con il biberon, permette al bimbo di non sviluppare un lato preferenziale.

Nel momento in cui ci sia realmente una difficoltà e non una preferenza è consigliabile prima una valutazione osteopatica così che il professionista possa ridurre le tensioni e rendere più agevole la rotazione.

Per quanto riguarda la nex to me, invece, il fatto di cambiare la posizione rispetto al letto dei genitori favorisce la rotazione anche in questo caso, perché quando il piccolo si sveglia per cercare la mamma si girerà verso il lato in cui avverte la presenza della mamma e quindi spostandola il lato sarà differente.

Altro accorgimento importante è girare il bimbo sui fianchi in maniera alternata, e stimolarlo a girare la testa durante la giornata.

L’utilizzo di cuscini per la plagiocefalia non risultano essere indicati, anzi l’Accademia Americana di pediatria ne sconsiglia l’utilizzo, oltre ad essere escluso dalle linee guida anche per il rischio di SIDS.

In passato venivano usato anche i caschi nei casi più importanti ma anche l’utilizzo di questi è stato ridotto prediligendo la terapia manuale.

È importante riconoscere e trattare questa condizione in quanto la rotazione corretta da entrambi i lati favorisce anche una corretta crescita non solo della testa, ma anche della colonna che spesso è associata a plagiocefalia con un atteggiamento a C o a banana del corpo;

inoltre il fatto di riuscire a muovere la testa sia a destra che a sinistra aiuta anche lo sviluppo del campo visivo e lo sviluppo oculomotore bilaterale.

È sicuramente importante distinguere una plagiocefalia posizionale da una craniosinostosi in quanto gli esiti e la gestione delle due condizioni sono completamenti diversi e conseguenze anche differenti.

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Autore
Gaia Guagliardi

La dott.ssa Gaia Guagliardi è osteopata pediatrica. Si occupa di adulti, bambini e donne in gravidanza. Riceve a Cinisello Balsamo.

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